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120 THE OFFICIAL FIRE DEPARTMENT

Ululato lacerante delle sirene: mi sono svegliato. E’ successo qualcosa sotto casa, ho pensato. Ho raggiunto la finestra che dà verso la strada e ho visto, ferme davanti a casa, due ambulanze con le luci lampeggianti, e i curiosi intorno. Devi sapere che le autoambulanze sono dei veicoli grandi press’a poco come dei grossi furgoni frigo. Una, se ne stava già parcheggiata in doppia fila, sotto il viale di platani indifferenti, con tutto il suo cordoglio di luci rosse, bianche e blu che lampeggiavano come il fanale stroboscopico del Privè 218, la mia discoteca preferita degli anni Ottanta. La seconda autoambulanza è scomparsa dalla vista, verso la 145ma, poi è riapparsa, muovendosi per tentativi come un cane in cerca di tartufi, si è portata davanti all’ingresso di casa e, con un’ultima manovra in retromarcia, si è incastrata proprio davanti al portone principale, gli sportelli posteriori aperti davanti al portone del palazzo. Intanto, gli equipaggi erano già scesi  e avevano raggiunto l’appartamento dove, evidentemente, era successo il fattaccio.

Due ambulanze, ho pensato tra me: qui, qualcuno ha dato di matto e ha fatto un disastro. Mancavano le volanti della polizia, e i nastri che delimitano la scena del crimine, però. Non si sentivano nemmeno le urla lontane di sirene in arrivo.

Strano, mi sono detto tra me e me. Gli autisti dei mezzi se ne stavano lungo la strada, cercando il fresco di un inesistente venticello, bighellonando quieti come se fossero gli autisti al servizio di un politico italiano, fuori da un ristorante di Trastevere. La scena trasudava un’assoluta tranquillità.

Strano, mi sono ripetuto. Evidentemente qui non è successo niente di grave. Eppure sono arrivate due ambulanze. Quindi ci sono due persone da soccorrere. Magari si tratta di un’intera famiglia  avvelenata da funghi velenosi. Ma qui siamo in Ammerica e i funghi, o sono allucinogeni, e allora non si capisce perché dovrei essere io, quello che ha le visioni; o sono prodotti industrialmente a partire dal polistirene, e quindi sono del tutto inoffensivi. Le cose non quadrano.
In breve, gli equipaggi delle autoambulanze sono usciti dal palazzo, trasportando a mano la barella sulla quale era distesa una ragazza.I sei uomini che ne sorreggevano il peso, non hanno fatto poca fatica nel sistemarla sopra il veicolo. Mentre il peso si trasferiva dalle spalle degli uomini alle sospensioni del veicolo, notavo le macchie di sudore che orlavano le schiene degli uomini, e lo sguardo sereno della donna.  Allora, ho capito il perché dell’intervento dei due mezzi. La ragazza pesava almeno trecento chili. Non stava male, scherzava con gli uomini del soccorso. Era successo che, ad un certo punto, era diventate così pesante da non riuscire più ad alzarsi dal letto. Al confronto della sua mole, la barella sulla quale era trasportata, sembrava un cucchiaino del servizio per il the.

~ di Sandro on 22 Luglio 2013.

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