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111 GENNAIO DUEMILADODICI


Chi l’avrebbe mai detto che ci saremmo trovati lì, tu ed io, gennaio Duemiladodici, il ghiaccio fuori, noi due tuffati dentro un cappotto, a respirare i nostri odori, la mia pelle di carta vetrata sulla tua, pelle liscia di mela, delizia che ha il sapore tenuissimo di tutte le cose che voglio, e quella tua voce di farfalla che mi sussurrava che sarei stato ancora felice, e che non ci sarebbe stato più altro da cercare, oltre, e che non ci sarebbe più stato un filo invisibile al quale restare legati, indietro, e che la vita è una luminosa giornata di sole, ora e adesso, e che arriveranno altre nuove stagioni, com’è naturale che sia, com’è sempre stato, è nell’ordine delle cose, e solo chi si ostinava a guardare la propria esistenza come attraverso una finestra di piombo non ne capiva il senso, come me, prima di incontrarti per un caso straordinario, che poi è quella semplice combinazione di eventi che in una parola sola è la vita, quella fiammella tenuissima che da sola non illumina la volta celeste, e che tu chiami stella, stellina, e che, nonostante la luce fioca, a te basta per sapere che io esisto, che non sono troppo lontano, anche se non sono lì con te, stella stellina… e ne canti a bassa voce le lettere, come una bambina, prima di addormentarti, dopo aver spento la luce, esserti tirata su le coperte e aver rivolto un pensiero alle cose lasciate indietro, passate di mano, dimenticate in uno sgabuzzino di tanti anni fa, chiudi gli occhi tranquilla, ed è come se io ti baciassi sugli occhi chiusi, stella stellina, la notte s’avvicina, la fiamma traballa, la gatta è nella stalla.

Ai pionieri dell’alba, quantunque.

~ di Sandro on 24 Gennaio 2012.

3 Risposte to “111 GENNAIO DUEMILADODICI”

  1. ess

  2. di poche parole, ma anche di poche lettere….

  3. Cfr. Robert Lowell – Massimo Volume
    http://www.youtube.com/watch?v=-Rd7JZA2d_0