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108 TIKKA MASALA – READY TO EAT

Semi gialli, malli e anacardi, yoghurt, coriandolo, zenzero e cenere, finocchio, cumino, curcuma e zucchero, cardamomo, senape, cannella, pepe nero, foglie d’altro, peperoni rossi, noce moscata, mango in polvere, olio di girasole, melagrana, sale, pomodoro, peperoni verdi, la varietà nella fantasia mostra le infinite gradazioni di una nazione oceanica, pacifica, atlantica e indiana, appunto: l’Affrica.

Buongiorno, son tornato, e sono solo. F., dove sei? Continuo a chiedermelo, F. non risponde.

Il letto di spine sul quale ho cercato di dipanare quest’ultima notte, alla luce dell’alba si mostra disfatto e umido, e odora di Tikka Masala. Mi chiedo: ma come cazzo sto vivendo?

Eppure, nel frattempo ho smesso di fumare le mie venti sigarette al giorno. Ho smesso del tutto, per cui il blog non può che soffrirne. La maggior parte delle idee nasceva tra una sigaretta spenta, e l’altra accesa. L’equilibrio è rotto, le parole si dipanano ora senza fumo, trasparenti e, forse, profumate al cumino. E poi, che parole dovrei scrivere senza che F. le possa ascoltare? Me lo chiedo e mica ho chiara la risposta. Come si dice, vado ad minchiam.

Ho deciso di rispettare regole severe per quanto riguarda il cibo e il mio stato di salute. Sono dimagrito di circa 15 chilogrammi. Pratico il podismo regolarmente e corro per almeno un’ora “every other day”, come si dice, a giorni alterni. Corro lungo la spiaggia del Poetto. Esco la mattina, prima del sorgere del Sole, e mi godo lo spettacolo dell’alba in prima fila, sul mare. Ho trentanove anni, L’anno prossimo, mi sono detto, correrò i miei primi quarant’anni. Se correre verso la vecchiaia stando seduto, o lontano da essa, con le scarpette ai piedi, ecco, questo è stata la scelta che ha determinato la mia svolta salutista. E poi i grassi, i cibi iperconditi, le MCschifezze… ma la Tikka Masala, quella è un must!

A tutto questo, aggiungo che bevo meno. Sono diventato una personcina a modo. Eppure ‘sto letto sembra il giaciglio del cane giallo, e ne ha quasi l’odore. Quello, il cane giallo, c’è sempre, mi ha aspettato di vedetta, il bastardo, mica è schiattato nel frattempo.

Tikka masala - ready to eat

Non sto malaccio, a parte qualche turba che spero essere passeggera.

Tra i numerosi disturbi della personalità che sono stati riconosciuti dalla psichiatria, personalmente soffro di disturbi paranoici: e chi non ne soffre?. Chi ne soffre tende ad interpretare il comportamento degli altri come malevolo, comportandosi così sempre in modo sospettoso. Ricorderai, F., sicuramente le mie scenate di gelosia a causa del tuo amico Alessandro che ti rubò dei baci che ritenevo fossero miei. E’ passato un sacco di tempo, è vero, e all’epoca non eravamo ancora una coppia, ma sai com’è? Tendo ad essere permaloso. A proposito, F., mi senti? Mah, mi era parso di sentirti.

Vado oltre. Per quanto riguarda i disturbi schizoidi di personalità, chi ne soffre non è interessato al contatto con gli altri, preferendo uno stile di vita riservato e distaccato dagli altri. Se tre anni di solitaria Affrica non bastassero, potrei citare anche come ho trascorso l’ultimo ferragosto, piantato da solo su una canoa, e per ben dieci giorni, a navigare per le acque del golfo di Orosei, tipo capitano Aqab, e ciò asserisce indubbiamente che questo disturbo mi interessa da vicino: elegia del verme solitario. C’è da dire che il Lexotan aiuta, ma questa è un’altra faccenda.

Il disturbo schizotipico della personalità, solitamente presentato da persone eccentriche nel comportamento, che hanno scarso contatto con la realtà e tendono a dare un’assoluta rilevanza e certezza ad alcune intuizioni magiche, invece, credo che attualmente non mi appartenga. Ho dubbi che ne abbia sofferto fino all’età di circa 14 anni, quando ero convinto che nel sottotetto di casa mia vivesse un corvo nero enorme, caso, questo, solo apparentemente risoltosi con la scoperta dell’urlatore notturno, il condòmino Gallina, ma questo è un’altra storia, e riguarda piuttosto il disturbo post traumatico da stress, nella forma di scemo di guerra, poi dipartito per cause naturali quando avevo l’età, appunto, di 14 anni.

Tra i disturbi caratterizzati da un’alta emotività, il disturbo borderline, a causa del quale chi ne soffre presenta una marcata impulsività ed una forte instabilità sia nelle relazioni interpersonali sia nell’idea che ha di sé stesso, oscillando tra posizioni estreme in molti campi della propria vita è evidente. Sono un podista borderline e un non-fumatore border line. Per non parlare del Tikka Masala, che è quanto di più borderline si possa immaginare. Dio, quant’è buono.

Per quanto concerne il disturbo istrionico, chi ne soffre tende a ricercare l’attenzione degli altri, ad essere sempre seduttivo e a manifestare in modo marcato e teatrale le proprie emozioni. Come poterne fare a meno? MI HAI SENTITO FABIENNE,  EH, ANDIAMO A FARE UN GIRO, CHE’ TI MOSTRO IL BECCACCINO SU QUELL’ALBERO (cit.)

Del disturbo narcisistico della personalità ne taccio per pudore, ma ne parlerei volentieri per ore intiere.

Del disturbo antisociale, ovvero dell’essere una persona che non rispetta in alcun modo le leggi, tende a violare i diritti degli altri, non prova senso di colpa per i crimini commessi, è evidente che il mio comportamento al volante giustifichi in pieno tale aberrazione.

Passerei ora brevemente ai disturbi caratterizzati da una forte ansietà.

Il disturbo evitante, ovvero la tendenza a evitare in modo assoluto le situazioni sociali per la paura dei giudizi negativi degli altri è stato dimostrato da me in molte occasioni, non ultimi i matrimoni di famiglia e i pranzi di cui alle feste comandate.

Il disturbo dipendente, al contrario, soffre del marcato bisogno di essere accudito e seguito da parte degli altri, delegando quindi tutte le proprie decisioni. E’ inutile dire che vivo ancora a casa di mia madre e che questo probabilmente è uno dei tratti salienti della mia personalità.

Aggiungerei, infine, il disturbo ossessivo compulsivo. Presento una marcata tendenza al perfezionismo ed alla precisione, una forte preoccupazione per l’ordine e per il controllo di ciò che accade. Sono pure un ingegnere, e questo aggrava, ahimé, il quadro clinico.

Talvolta manifesto disturbi passivi-aggressivi, quando mantengo una relazione pacata fintanto che l’altro è in accordo con me. Quando, invece, mi si contraddice, scatto in un accesso d’ira e spacco tutto, tipo Fisietto, ma senza Apecross.

Scorrendo l’elenco dei disturbi della personalità, credo di non poter mentire nemmeno sul sadismo, caratterizzato dalla crudeltà fisica e psicologica con cui tratto le mie vittime. I lividi, i baci e i morsi che ho lasciato sulle tue carni, F., ne sono un’evidenza.

Per essere precisi, o meglio, ossessivo compulsivi, vorrei aggiungere la presenza di un disturbo autofrustrante, (quello che una volta si chiamava masochismo) che si presenta con problemi di relazione in ambito familiare e lavorativo, umore depresso o ansioso, ritiro sociale o disturbo della condotta, ma la farmacologia, anche in questo campo, fa miracoli (anche la vecchia enologia non era male, però).

In psichiatria il disturbo di personalità è riferito agli individui i cui tratti di personalità sono disadattivi in modo pervasivo, inflessibile e permanente, e causano una condizione di disagio soggettivo clinicamente significativa.

Nel mio caso, però, non penso di essere pervaso in ogni meato da tali disturbi, né lo sono monotematicamente, inflessibilmente e permanentemente. Sono un disadattato poliedrico, policromo, direi.

Il disturbo deve presentarsi in un’ampia gamma di situazioni sociali e comportare una condizione di disagio, personale, sociale e lavorativo, clinicamente significativa, anche se questo non è sempre riconosciuto dal paziente, il quale manca di insight, ossia non si rende conto del proprio impatto sugli altri e non tende a cercare aiuto. F., dove sei, Fabienne, dove sei, F., dove sei?

Mi rendo benissimo conto dell’impatto che ho sugli altri. Mi rendo conto di aver abusato del tuo amore e di aver mostrato un’insensibilità elefantiaca. Ti ho ferita, ti ho logorato. Mi rendo conto che ho forse distrutto una magica unione di amore, intenti e interessi.

Mi è difficile spiegare quale vortice mi abbia aspirato in quest’ultimo anno, in un crescendo di stress, insoddisfazione, fallimento e commiserazione, frustrazione, egoismo. Tu sei stata al mio fianco e sei stata trascinata incolpevolmente in questa porcheria.

Riemergo in questi ultimi mesi e non ti trovo più. Ti corro dietro. Cazzo, sarai pure da qualche parte!

Anche il Tikka Masala, preso nei suoi ingredienti, non mi convince. Ciò che vince è la miscela. Cristo, quant’è buono.

~ di Sandro on 11 Ottobre 2011. Tagged: , ,

Una risposta to “108 TIKKA MASALA – READY TO EAT”

  1. Non saprei, quando leggo quello che scrivi mi viene voglia di scrivere…come se non volessi rimanere indietro….forse a conferma del fatto che tutti siamo “malati” anche di ciò che non riusciremo mai a trovare in nessun libro di medicina, psicologia, psichiatria o veterinaria…. Lucido post, anche troppo, quasi come un barbone che si fa la doccia…non saprei… Comunque sia continua a scrivere…qualsiasi sia la ragione che ti muove a farlo.
    Ps: ho come la vivissima sensazione di averlo già letto in precedenza…e nemmeno tanto tempo fa…mah…sarà il solito déjà-vu….del resto…di che mi stupisco io che faccio colazione con caffè e paramnesie nella migliore delle ipotesi!