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14 VIGILA IL SERGENTE MARTINI SULLA PIAZZA ROSSA

Io ho un’infatuazione per i banconi dei bar. Il bancone è insieme l’altare ed il fonte battesimale del Bar. Mi ci specchio con infantile lussuria, con buona pace della fase orale. Freudianamente parlando sono messo male. Le bottiglie sono in riga, marziali nella loro uniformi. Io puntello il bancone da vicino. E’ una Piazza Rossa vigilata dal sergente Martini, magnifica nei suoi colori artificiali, pappagallesco quello del Curacao, pettirossesco quello del Bittercampari. In mezzo c’è un’iride di sfumature alcoliche che mi dà la vertigine come nel padiglione degli specchi.

Il bancone rappresenta l’ordine copernicano del sistema solare; la tassonomia dei reparti è severa come una legge fisica: whisky con whisky, rum con rum e poi giù per i gin, le vodke, le tequile; poi le grappe, i rosoli, i liquori, gli amari. Scelgo a ragion veduta, sono un animale da bar, ho i miei Gusti. E’ tutto scritto sul mio curriculum. Tutto è pronto e ordinato: il bowl trabocca con i suoi cerosi lime, la frutta fresca ammicca goduriosa apparecchiata compostamente sul bancone: l’ananas di vedetta, le arance di guardia, le banane pronte a sparare. La vasca del ghiaccio è piena e croccante come la neve con cui mi riempivo la bocca da bambino. Amo il profumo odontotecnico degli attrezzi del barman in chirurgica attesa, il sorriso brillante dei bicchieri e il fascio concentrato delle alogene dritto dentro al cavo del mio biccchiere che, quando lo porto alla bocca, scompare nell’oscurità e riappare magicamente sul bancone a cose fatte.

Ieri notte giravo per bar. Punto e mi son ritrovato al Foyer. Lì c’è un bancone meraviglioso. Galleggiavo a mezz’aria già da mezz’ora chiedendomi quale magnifico modo di annegare la serata potessi inventarmi di lì all’alba quand’ecco che incontro un tizio. Dovevano essere le quattro e mezzo, forse le cinque giacchè in silenzioso avvicendamento all’odore asettico del lime si sovrapponeva già il diurno aroma delle paste appena sfornate.

Il tizio è un ragazzo dall’apparente età di vent’anni.
Uh! mi fa da lontano. Poi si avvicina, mi si para davanti; parla già fitto fitto.
Stronzate varie, come di regola. Sta lì e si spara una colazione che manco al Mulino Bianco.

Io intento bevo un Havanasette; lui, un cappuccino con cannoncino alla crema più bis. La situazione è sbagliata, me ne rendo conto in un lasso di tempo nemmeno troppo lungo. Ci sono cose strane a vedersi, cose che quando frequenti i bar noti subito. Un efebo biondo addossato ad un matusa inoltrato negli ‘enta in abito a costine di velluto color ingegnere; un tumbler con due dita di rum contro un caffelatte; jeans striscianti giù di cavallo contro il brizzolato killer; lui che parla fitto fitto ed io che conto cose perso tra me e me.

Conto le sigarette, conto le tizie bionde ancora sedute a qualche tavolo sfigato, conto i bicchieri di stasera. Cazzo, cazzo, cazzo. Guardo lo specchio e mi vedo lì, dietro le spalle di Valentina, la barmaid piccina piccina, inebetito con su una blue steel che manco Zoolander.

Lui nel frattempo mi parla ancora più vicino.
Mi mette già una mano sulla spalla e ridacchia pure, il tipino.
Ci sono cose spaiate. E c’è bisogno di silenzio- gli dico.
Mi guarda perplesso. La frase non è poi tanto sensata.
Nemmeno io sono molto in forma. Esco dal bar.
Malgrado tutto conservo il filo a piombo.
Volo placido tra i lampioni della città in torpido risveglio
Gli alberi li conosco uno per uno: c’è la fila di oleosi oleandri.
C’è una jacaranda proprio all’angolo, prima di casa mia.
Il cancello si apre da solo.
Centro il letto al primo tentativo.

~ di Sandro on 5 Dicembre 2005. Tagged: , , , , ,

11 Risposte to “14 VIGILA IL SERGENTE MARTINI SULLA PIAZZA ROSSA”

  1. Vuoi saperla una cosa?
    Ho deciso di scrivere il blog un anno fa, appena finii di leggere quello di Roberto.

    Ciau.

  2. GRande, grande, grande.Ti ho segnalato alla redazione. Il tuo post più bello. Mano felicissima.
    saluti dal club stupidello

  3. Io, un anno dopo. Questione di metabolismo

  4. bello….mi piace quando coniughi l’autobiografia alle letture impegnate,viene fuori il melange che preferisco.Ciao,Nico
    P.S.segnalato alla redazione

  5. Ora c’è bisogno di più cose stupidelle. Grazie cara.

  6. Scusa non ho capito: perchè “pompiere”?

  7. Nel senso: grazie, grazie, grazie. Ma non incensarmi troppo, chè sono solo un povero cristo ;)

  8. ok, il pompiere ha spento il fuoco. Me ne vò.

  9. E’ un post bellissimo! Detto da un’astemia, ci puoi credere…

  10. Ciao, grazie per il tuo passaggio e per il commento che mi hai lasciato. Il colore arancione che ho scelto ha proprio la funzione di rendere “caldo” il blog, accogliente. Mi fa piacere che tu lo abbia notato.
    Personalmente sono una frequentatrice di bar al mattino (cappuccino e cornetto, caffè, etc.) e le storie che si sentono/vedono sono molto diverse da quelle che descrivi nel tuo post… interessante, molto, vedere ciò che accade di notte.

  11. Bell’atmosfera, Zio. E’ davvero un piacere leggerti.
    Ah, ti ho rubato il link degli elfi. Non ho resistito a travestirmi da Babbiona Natale! :)