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22 UN ATTIMINO E QUANT’ALTRO

NOI che ci CREDIAMO giovani intellettuali (apporrei scaramanticamente un ‘ex’ davanti alla prima parola e distinguerei, inoltre, dal vero intellettuale che è ben altra cosa), spesso guardiamo gli ALTRI con una certa superiorità, talvolta malcelata, che ci spinge a comportarci in modo paternalistico e di sufficienza, elargendo pillole di saggezza a chi vorremmo far elevare spiritualmente.

NOI siamo più sensibili degli ALTRI, vediamo cose che agli ALTRI sfuggono e siamo bravi soprattutto a dire cose che gli ALTRI vogliono sentirsi dire. NOI cerchiamo un senso dietro ogni parola, per NOI una rosa può essere una cosa od anche una posa e può altresì essere che non sia nè rossa, nè rosa. NOI abbiamo letto qualche (sottolineo qualche) autore colto, abbiamo assistito a qualche (ripeto qualche) spettacolo teatrale ed ascoltato con sincero interesse qualche brano di musica classica (ribadisco qualche): Beethoven, forse Vivaldi, non di certo Mahler o Gounod. In vacanza NOI ci eleviamo spiritualmente andando a cercare almeno un museo od una chiesa.

NOI non possiamo fare a meno di deglutire davanti all’uso di parole come ‘attimino’, ‘sfizioso’ e ‘quant’altro’; inarchiamo le sopracciglia quando ci parlano di televisione e fingiamo imbarazzo quando dobbiamo rispondere ad un sms. NOI non etichettiamo le persone come froci o negri, abbiamo ideali che restano tali, quindi lontani dalla terra, per tutta la vita, ma che cazzo? NOI siamo democratici, NOI siamo impegnati culturalmente, NOI teniamo qualche moneta a portata di mano quando ci fermiamo ai semafori.

NOI conosciamo meglio le cose del mondo, siamo smaliziati e logici, NOI conosciamo le persone ed abbiamo un sentore istintivo verso la statistica e la psicologia. NOI non siamo capaci di credere ad un oroscopo, nemmeno se ci converrebbe. NOI parliamo ed ascoltiamo. NOI siamo fermamente convinti che il silenzio sia il naturale spazio tra un pensiero ed un altro pensiero. NOI siamo depressi o maledetti oppure brillanti o iperattivi; non ci condiziona mica il mondo, a NOI. NOI respiriamo lo spleen, mangiamo il blues e beviamo il rum.

Sicuramente gli ALTRI sono sentimentalmente più semplici e disponibili. Gli parli ed in fondo ti compatiscono, sebbene non riescano a capire la dimensione del tuo turbamento. Gli ALTRI, quando sembrano felici, sono felici. Gli ALTRI sono semplici, diretti e se chiedi loro cosa a loro piaccia o meno ti rispondono subito e con sincerità. La cosa incredibile è che ciò che agli ALTRI piace, automaticamente dà loro la felicità, seppur momentanea. Gli ALTRI credono e si fidano. Gli Altri amano e provano affetto nel modo più naturale possibile.

Gli ALTRI leggono gli oroscopi e ne traggono spesso auspici felici. Gli ALTRI, se non sono sereni, hanno Domande e cercano Risposte. E se per caso trovano le Risposte, diventano sereni. Gli ALTRI lasciano scorrere la propria vita aprezzandone il sapore sorso dopo sorso, se ne fregano di menate più o meno esistenziali e cercano una forma da attribuire ad ogni nuvola che passa. No, non sono poveri di spirito. Anzi, ne sono ricchi e vivono serenamente. Gli ALTRI non sono complicati: vedono in una rosa, una rosa. Talvolta gli ALTRI sono superficiali o noiosi, temono il silenzio e, se scrivono una frase d’amore, hanno di sicuro qualcuno a cui recapitarla. Gli ALTRI si parlano e si ascoltano, vivono la loro vita e sanno che esiste almeno un luogo dove sentirsi a casa.

Detto questo, io mi chiedo se ci sia una possibilità per NOI e per gli ALTRI di incontrarsi.

~ di Sandro on 20 Dicembre 2005. Tagged: , ,

13 Risposte to “22 UN ATTIMINO E QUANT’ALTRO”

  1. Infatti non ci si incontra..ma a aparte gli scherzi.anche ame non piacciono affato i finti intellettuali,e li trovo una iattura da qualsiasi parte stiano.E´solo la vera cultura a fare la differenza e quella si vede, non si puó confondere con atteggiamenti alla moda.

  2. io mi ritengo (a torto probabilmente) una giovane intellettuale, e davanti a queste parole non posso che dire: minchia.

  3. Ti sei dimenticato l’ironia, segno di intelligenza e elasticità mentale. E dico che sì, è possibile un punto d’incontro.
    La Regina ti saluta.

  4. Sì che ci si SCONTRA…Gli uni e gli altri…
    Ma sei tu quello nella foto?
    Mi piace molto…
    Notte

  5. caro Tung
    sei stato scelto.
    passa da me. ORA.

  6. Non vi è nulla di forzatamente ‘storto’ in quel che scrivo…
    E se avessi letto il post con gli occhi miei avresti capito il senso…
    Comunque pensala come ti pare…
    Era solo per dire…

  7. si incontrano, ma si mandano gentilmente a fare in culo.

  8. ogni tanto (e sottolineo ogni tanto) ci si incontra.
    ogni tanto (e ripeto tanto) ci si ritrova per bere qualcosa insieme.
    ogni tanto (a che serve ribadire il concetto?) ci si manda a fare in culo, ma quasi mai gentilmente.

  9. Eccomi! Eh..?

  10. in me NOI e gli ALTRI sono abbastanza integrati, mi sembra

  11. Sull’ironia: hai ragione da vendere.
    Sul punto di incontro: dammi le coordinate.

  12. ?Noi intellettuali, dico noi perché vi considero tali, abbiamo il dovere di rimanere lucidi fino in fondo; ci sono già troppe cose superflue al mondo, non è il caso di aggiungere altro disordine al disordine.
    Siamo soffocati dalle parole, dalle immagini, dai suoni che non hanno ragione di vita, che vengono dal vuoto e vanno verso il vuoto.
    Ad un artista, veramente degno di questo nome, non bisognerebbe chiedere che quest?atto di lealtà: educarsi al silenzio?.
    otto e mezzo.
    NOI abbiamo avuto qualche trauma, NOI ci portiamo dietro qualcosa di balordo, NOI troviamo reali ragioni di vita nel mondo della fantasia, NOI abbiamo tempo per i giochi dialettici, gli ALTRI? Non li conosco.

  13. debbo essere sincera.. inizio a stupirmi….