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23 MEMORIE DAL SOTTOPASSAGGIO

Mi chiamo Tungsteno, signori, e vengo da lontano. Mi porta qui un viaggio lungo fino al termine della notte. Quando la tenebra bluastra del mondo delle talpe ha iniziato a dissolversi mi son ritrovato all’uscita da un sottopassaggio, percosso ed ancora attonito per un bacio rubato.

La bocca ancora conserva l’impronta di quel bacio e scopro inebetito di baciare tra me e me lo stesso bacio. Sono le sei del mattino e sulla Palude della Tranquillità aleggia un tedio immenso. Poi con il tepore del giorno che torce il dito gelido della notte, il sangue riprende a scorrere nelle vene ed incominciano a distinguersi stille, briciole, monadi, ceneri, schegge, pulviscoli, gocce, peli, nei, granuli, scintille, cicche, mozziconi, poi robe più grosse, cose, pezzi, lembi, parti di cose non meglio identificabili.

La cupola brunellesca del firmamento inizia il suo lento movimento di apertura. E’ quell’ora incerta in cui sull’asfalto rimane sempre qualche mostro della ragione ad allungarsi come un’ombra mattutina verso ovest. Alla luce dell’alba distinguo chiaramente una talpa blu, uscita chissà da dove. Sta lì, appisolata sulla nuda terra, immobile e taciturna.

Vedo che ti duole la testa, sibila ad un tratto. Ciò non mi turba; mi tocco e non senza imbarazzo mi rendo conto che tra i capelli è avvolto un filo di rame in giri tre. Ne cerco l?estremità: invano. Sorge il sole, senza ulteriori preamboli. Il giorno è appena iniziato e io mi trovo ancora inestricabilmente legato con un lungo filo di rame al mio passato di attore di seconda scena, incapace di suscitare il riso in un solo spettatore non pagante.

Intorno a me sono ancora accesi i lampioni della città deserta. La vita non si è ancora rimessa in strada e c’è da ri-inventare tutto. La scoperta del fuoco dà un’utilità alla moka e l’invenzione della ruota mi aiuta a tornare a casa. L’epoca Paleoetilica pian piano evapora con il calore del giorno, ormai alle portiere. Entro in un vestito pulito dopo una doccia fredda, come si entra nel Rinascimento dopo il Medio Evo: poco a poco, una gamba, un braccio, la canottiera dov’è? Io non uso la canottiera: ecco perchè… Tutta la scienza del Novecento non può da sola spiegare il fenomeno del calzino spaiato.

Il giorno senza di te è iniziato male ed il filo di rame mi lega al tuo bacio. Ciononostante cammino, vado, striscio: perchè la vita è movimento, qualunque cosa sia la vita in questo momento. Il rumore dei passi che punteggiano lo spazio tra i palazzi proviene da una strana compagnia che mi segue da vicino: in poco tempo la talpa blu ha fatto in modo di condurre una fila incongruente di personaggi d’aurora così composta:
un uomo senza speranza, nella forma di serpente emicranico;
una gazzella sui tacchi, in vece delle sue trenta antenate;
un lupo alla frutta;
un allevatore del Sud in abiti civili;
una catena di ragni comuni a rappresentare i mestieri antichi che si esercitano all’alba.

La città si popola con timidezza e dietro questi, staccato di alcuni passi, segue il pubblico in liturgico silenzio. La talpa blu si muove stranamente agile, incalzata dal serpente, vizioso per tradizione. Toccami- dice con singolare intonazione da infido protagonista il lupo alla gazzella. Ella risponde: ?amami per sempre, o almeno aspetta che passi una notte per dire che non ti ricordi più di me?. La gazzella si tramuta in sole e il lupo in cielo, mentre l?allevatore almanacca tempo bello da Nord. Tutto il resto, non richiesto, scompare.

La talpa blu si volta verso il serpente e si china ossequiosamente: ci si vede, poi dice. Pian piano il serpente si tira in piedi e torna ad essere l’altro se stesso, quello senza cappello. Della Palude della Tranquillità non rimane che una pozzanghera all’angolo della strada ed il traffico come una marea montante riprende possesso della battigia e si riversa dal marciapiede verso il sottopassaggio.

~ di Sandro on 22 Dicembre 2005. Tagged: ,

8 Risposte to “23 MEMORIE DAL SOTTOPASSAGGIO”

  1. non riesco a scrivere niente
    mi viene solo -bello-
    e mi farai riflettere
    bacio

  2. no assolutamente no.
    non era diretto a te.
    e perchè mai?

  3. Si tratta del giocattolo che dimostro per lavoro. Ora forse tutto è più chiaro.

  4. saresti un ottimo compagno d’allucinazioni, magari ci incontriamo nel Paleoetilico

  5. Ciononostante cammino, vado, striscio: perchè la vita è movimento, qualunque cosa sia la vita in questo momento.

    Bello questo passaggio.
    Non può piovere per sempre…
    Un saluto.
    C.

  6. tungsteno, quello che scrivi tu a volte è davvero criptico, ma piacevole perchè uno ci immagina su le cose che vuole…
    a presto

  7. Caro Tung… le tue parole sono tipiche di un mediocre Cagliaritano… ma sei bono e questo ti nobilita… ti saluta anche ( y) e chi ha orecchi…

  8. Ti ringrazio per le tue parole ecumeniche. Ho difficoltà ad immaginare un mediocre cagliaritano: chi non è cagliaritano abbastanza per descrivere una Notte Cagliaritana? …boh!
    Comunque resto in attesa di ulteriori Manifestazioni di Interesse.
    La piccola (y) è adorabile, almeno per quello che ne so io.